Volkspark Friedrichshain di domenica pomeriggio – un Haiku

Famigliole sui prati

coppie multietniche e/o omosessuali

niente bonghi

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フェデリコ (1981 – tuttora vivente)
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Deutschland sucht den Superstar (o meglio Zupastar)

Pensavamo fosse possibile sfuggire a Maria De Filippi, ma putroppo non è possibile sfuggire ai talent show in toto. In Germania vanno matti per Deutschland sucht den Superstar. Il resto potete immaginarlo: cantanti e bailanti con poco talento, lacrime e canzoni smielate.

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Ma non potevamo certo pensare che i provini di questa fantastica trasmissione si svolgessero nella nostra scuola.

Porti i capelli lunghi, ma devi fare pratica (Cit: EelST)

Porti i capelli lunghi, ma devi fare pratica (Cit: EelST)

La scuola si è trasformata per questo evento in un set per i provini delle future popstar (come no..).

Gente in fila per un sogno...

Gente in fila per un sogno...

Non vedo l’ora di commuovermi guardando questo meraviglioso show.

Federico

E non è il solo. Stamattina in Tv ho guardato una decina di minuti di Popstar. In pratica mettono 3-4 ragazzi e 3-4 ragazze in gruppo e li fanno sfidare tra di loro. Questi hanno il compito di dover cantare e ballare su un pezzo noto dei cantanti più pezzotti in voga al momento come le celeberrime “Pussycat Dolls” (Pussycat Dolls…non voglio commentare cotanto spessore e vividezza d’immagine). Solo che poi si dimenticano le coreografie e i testi delle canzoni e in piena performance si mettono a piangere. Beh, non ho resistito ed ho dovuto cambiare canale dall’imbarazzo. Effetto Corrida, avete presente? Quando si guarda la Corrida di Corrado e, nell’immedesimarsi con il dilettante di turno, si ha solo voglia di sprofondare al posto suo.

Mentre scrivo tutto ciò mi trovo, ovviamente, a scuola a scroccare la Wlan. Ergo ascolto felice i provini dei Deutsch. La cosa è a dir poco spettacolare. Quanta gente ignora che, in realtà, Knockin’ on the Heaven’s Door non è dei Guns & Roses?! E quanti si portano dietro le mamme ansiogene e si fanno venire crisi isteriche perché hanno attaccato male il numero sulla maglietta?!

Grazie Berlino. Grazie Talent Show. Grazie Scuola mia!

Voglio chiudere questo post dicendo che Federico è un “senza scuorno” e si mette a fotografare la gente col cellulare a un metro dalle loro facce.

Ergo, grazie Federico.

Alessandra

Abbraccio Test-Mode: ON

My house stands at the edge of Glory
Steady as the seasons change
Dreams of grace arise before me
And they call me home again
(“Edge of Glory” Joan Baez)

L’ essere umano è fatto apposta per abbracciare. Pensateci, pochi altri animali sono in grado di farlo.

I cani non lo fanno, anzi, la cosa che più assomiglia ad un abbraccio in cagnese, in realtà, rappresenta una minaccia.

Potrebbe essere un buon criterio di scelta del partner. Faccio un paio di prove e mi prendo quello nel cui abbraccio sto più comoda…

Ho elaborato quest’altissimo concetto quando siamo stati in visita, per la prima volta, in quella che poi è diventata casa nostra. Eravamo molto preoccupati perché il tempo a disposizione stava per scadere ed eravamo ancora senza tetto. Abbiamo litigato spesso. Di norma non lo facciamo mai. Quindi, una volta appurato che il suddetto appartamento avesse una porta, il letto, almeno un fornello e le finestre abbiamo detto “Yes, we want it!”.

Così l’agente immobiliare John, guardandomi molto seriamente e con l’aria di chi la sa lunga, mi ha detto “Prova il materasso. Devi sempre farlo, specie se hai la necessità di trascorrere tanto tempo nello stesso posto e, qindi, sullo stesso letto.”

Aveva ragione.

Penso che sia quello che sto facendo ora con Berlino.

Faccio dei test per vedere nell’abbraccio di quale posto riesco a stare più comoda.

Il mio primo tentativo con la terra natale è stato deludente. Così continuo a tentare.

E vengo messa alla prova, senza dubbio.

Ma sono felice. Anche di dover bestemmiare per ottenere la cosa più semplice. Anche se non so come si dice “Copripiumino” e mi sono dimenticata il dizionario a casa. Per ora è così.

Poi vi aggiorno.

Alessandra

Flohmarkt di Mauerpark, bundeskanzler o bundeskanzlerin?

Domenica siamo andati al mercatino delle pulci di Prenzlauer Berg. Fantastico, davvero come dovrebbe essere un mercatino. Oggetti/vestiti/accessori usati , artigianali o nuovi ma a prezzo molto scontato. Si svolge tutte le domeniche dove una volta c’era la “terra di nessuno” tra la Berlino Est e la Ovest. Vi ho acquistato una arrugginita bicicletta di dubbia provenienza, che ho battezzato Kevin Sorbo (sul tubo c’è scritto Hercules…).

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Passiamo all’attualità: come forse già sapete, qui in Germania siamo in periodo elettorale. Io seguo assiduamente le trasmissioni elettorali, pur non capendo una ceppa di tedesco. Stranamente non urlano, non si sovrappongono come a Porta a Porta, non si parla solo di un partito. Quello che vince si decide un pò a tavolino tipo prima repubblica da noi, nelle ultime c’è stata la Grosse Koalition CDU-SPD, forse nella prossima sarà una nuova.

Da quanto ho capito, qua ci sono fondamentalmente:

La CDU/CSU: che sono un pò i democristiani nostri dei bei (?!?!) tempi. CancellierA uscente e leader attuale Angela Merkel.

L’ SPD: tipo una specie di partito social-democratico, so che la parola vi fa venire i brividi ma è colpa dei nostri avi. Pare siano in crisi da un bel pò. Il loro leader è Frank-Walter Steinmeier (ora vice-cancelliere)

Die Linke: una specie di rifondazione comunista (…). Il loro leader pare un burocrate.

Bündnis 90/Die Grünen: i verdi, il loro motto è 1 milione di posti di lavoro. Vi ricorda qualcosa? La loro leader pare una bidella.

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FDP: Liberali, meno tasse per tutti. Il loro leader pare un tecnocrate

PIRATEN: i pirati. Sisisi avete letto bene. Io, vista la mia fede Pastafariana di cui un giorno forse parlerò, tifo per loro.

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Perchè vi parlo di tutto ciò? Solo perchè sono terrorizzato da questa donna che campeggia su molti cartelloni

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Non avreste paura al mio posto?

Cordiali saluti,

Federico.

L’inizio

Come tutti i grandi inizi, non funziona niente. Carte che non prelevano e non pagano, appartamenti che non si trovano, appartamenti che si trovano ma sono senza mobili o per troppo o troppo poco tempo. Iniziamo a sfatare i miti, in Germania non parlano tutti inglese, quindi con i proprietari ci si capisce poco e male. Se vieni da fuori è difficile ottenere una casa, perchè vogliono delle garanzie ai limiti della paranoia che tu, miserrimo straniero, non potresti dare a meno di non vivere già lì. Cortocircuito.

Per fortuna troviamo un’agenzia che ci da una mano non indifferente (pagando e ringraziando) e troviamo una casa molto carina, piccola e vicina alla scuola. Piano piano iniziamo ad apprezzare l’ambiente circostante. La scuola di tedesco è figherrima, io sto scrivendo dal salottino con wifi annessa pomposamente chiamto “The Lounge” (dal quale ci stanno per cacciare perchè devono fare una specie di rinfresco… pazienza!)

Nelle prossime puntate ci occuperemo di tematiche scottanti e di attualità, quali:

Perchè i teteschi indossano i calzini nei sandali?

Come è possibile cibarsi di birra e bratwurst alle 10 antimeridiane?

Perchè se mangi il curry il giorno dopo lo sudi? (la triste verità)

Un saluto,

Federico.