Karaoke a Mauerpark

Odiate il calcio (anche se per i tedeschi non è un problema, visto che la Bundesliga gioca di sabato) o semplicemente la domenica pomeriggio preferite stare all’aria aperta invece che davanti ad un televisore? Avete un inconfessabile esibizionismo e cercate una buona occasione per mostrarlo a tutti? O, semplicemente, non vi basta la vostra dose quotidiana di figure di merda che la vita vi riserva? Ho la soluzione che fa per voi: il karaoke domenicale di Mauerpark, gentilmente offerto da una coppia di ragazzi Irlandesi con tanto di impianto bicitrasportato e tanta arte di arrangiarsi.

Il loro nome d’arte è Bearpit. Con loro il divertimento è assicurato. Ogni tanto capita anche che qualcuno sappia cantare bene e se, come capita la maggior parte delle volte la voce non è all’altezza, può succedere di vedere qualche cantante-ballerino (degno di Mauro Repetto) come il ragazzo nella foto qui sotto:

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Der Mauerfall

Il 9 novembre è una data molto importante per la storia tedesca. Si commemorano le vittime della “Notte dei cristalli”, il pogrom condotto dalle SS nel 1938, e si festeggia anche la caduta del muro nel 1989. La vera data ufficiale della riunificazione è il 3 Ottobre 1990 (Deutsche Wiedervereinigung). Il muro circondava il territorio di Berlino Ovest che costituiva quindi un enclave della Repubblica Federale Tedesca all’interno della DDR. La “cortina di ferro” in realtà era calata ovunque, ed è stato necessario aspettare l’apertura della frontiera tra Ungheria e Austria perchè con un effetto domino iniziassero a cadere prima i muri e poi i regimi comunisti dell’est.
Molte persone tentarono di fuggire, alcuni anche con successo e nei modi più rocamboleschi. Se vi capita di fare un salto da queste parti, vi consiglio di dare un occhiata al museo di Bernauer Strasse, li è raccontato tutto dal punto di vista delle singole persone che hanno visto la loro vita tagliata a metà da un muro.

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Circa 200 persone furono uccise dalle guardie di confine della DDR nei 28 anni in cui il muro è stato il simbolo della divisione in due blocchi del mondo. Per ricordare questo la band olandese Noir ha organizzato un concerto per 200 chitarre/bassi elettrici.

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Il nome dell’evento era The Berlin Wall of Sound, proprio perchè l’idea della band era quella di creare un muro sonoro che unisse invece di dividere le persone. La location prescelta era Mauerpark, dove è possibile osservare ancora un pezzo di muro.
Il tempo era una una mezza schifezza, però l’evento è stato bellissimo. C’erano ragazzi giovanissimi, ragazze punk, vecchi rocker e metallari, ed hanno suonato tutti insieme un semplice pezzo composto dai Noir. L’idea era quella di permettere, anche a chi non è un mostro di bravura con il proprio strumento, di partecipare a questa performance.

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E’ stato emozionante e ci siamo sentiti un pò parte del tutto anche noi. Forse, come diceva un mio amico blogger, è davvero necessario respirare l’aria di un posto per coglierne lo spirito, ed in quel momento ci è sembrato davvero di aver capito un pò di più cosa è significata la caduta del muro per chi vive qui.

Tschuss!

Federico e Alessandra.

p.s. Ovviamente abbiamo evitato accuratamente di andare a vedere l’evento serale del domino alla Porta di Brandeburgo, non tanto per la pioggia quanto per i Bon Jovi.

DOMO ARIGATO MR ROBOTO

Sabato siamo stati al nostro primo WG-Party!
WG è l’abbreviazione di Wohngemeinschaft, in pratica è l’equivalente delle nostre “case per studenti”. Solitamente in Italia sono pessime abitazioni affittate a prezzi folli ed in nero. Il WG in questione era invece una bella e grande casa in una vecchia costruzione a Prenzlauer Berg. Il tema della serata era Rivoluzione e c’era tanta gente simpatica proveniente da tutto il mondo.
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Erano anni che non andavamo ad una festa così divertente, dove la gente balla e socializza invece di restare immobile a bere e a parlare esclusivamente con i propri amici come mi è capitato spesso di vedere in altre occasioni. Io ho conosciuto il meraviglioso cocktail Fernet e Coca, bevanda nazionale argentina, tanto che alla fine stavo ballando così:

My Name is Earl – Mr Roboto (Van Hickey) from Director Rudy on Vimeo.