WM2010 – L’inevitabile post sul mondiale

Come si vive il mondiale in Germania? Di sicuro non a casa.

Possibilmente si va dove ci sono i megaschermi in piazza, come al Fanmeile vicino alla Porta di Brandeburgo

L’alternativa sono i mille schermi all’aperto sparsi nella città. Inoltre quasi tutti i bar e kneipe offrono la possibiltà di seguire la partita in compagnia di amici e di più birre. Insomma, l’importante è stare insieme. Questa voglia di vivere collettivamente il modiale è nata abbastanza di recente, mi dicono. Il tifo per la nazionale è ostentato in mille maniere: bandierine di plastica da fissare sotto il finestrino, bandiere alla finestra, magliette e… vuvuzela. Un imprenditore tedesco ha fiutato l’affare ed ha importato quantità industrali dell’ignobile strumento, in versione nero-rosso-giallo. È venduto dovunque. A 2,99 €

La cosa che mi è piaciuta di più è stato il vedere tante persone (soprattutto giovanissimi), di evidente origine etnica diversa, tifare per la Germania. La stessa DFB è un potpourri di giocatori di origine diversa: Özil, Boateng, Podolski, Klose, Gómez, Cacau, Trochowski, Aogo, Khedira, Marin… La cancelliera Merkel non ha mancato di sottolineare che questa nazionale portava alla ribalta la nuova identità della Germania, multiculturale ed aperta.

Certamente non manca qualche imbecille  che vede nell’ostentazione della bandiera un ritorno al nazionalismo. Addirittura ho letto di alcuni anarchici (mica estremisti di destra!) che hanno rotto le scatole a persone di origine turca perchè esponevano la bandiera. Ma dico io, cosa c’è di male nell’essere fieri della propria squadra? Il calcio quando è vissuto così, in maniera sana, vuol dire anche aggregazione, condivisione e integrazione.

Spesso capita di vedere sui balconi più bandiere. Ci sono molte coppie formate da una o entrambi i componenti provenienti dall’estero. Magari con bambini nati qui. Questo è il risultato:

Insomma, a parte il fatto che ci hanno preso in giro maledettamente (ma noi facciamo di peggio con i Francesi) ed il fatto che non riescano ad ammettere di essere ROSICONI come tutti noi popoli mediterranei, è un piacere vivere il mondiale qui. Ecco le foto del quarto di finale Inghilterra-Germania, che ho seguito alla Kulturbrauerei:

Ebbene si, abbiamo chiesto l’aiuto di mastu’Bob!

Lo so, ho promesso di scrivere un post da molto tempo, però davvero non ho avuto tempo. Siamo ancora in un cantiere aperto, però la nostra casa da tugurio si sta trasformando in un posto molto carino. Mettere su casa in così poco tempo partendo da niente è davvero dura, molto più delle mie peggiori previsioni, ma è davvero una soddisfazione veder prendere forma un’idea iniziale. Ho anche iniziato a lavorare (evviva!) e sono contento ed impegnatissimo a capire come muovermi nel nuovo ambiente. Il tutto è molto stimolante da molti punti di vista, anche se molto impegnativo.

Ale sta finalmente applicando le conoscenze acquisite da anni di Pet Society (un gioco dove tu sei un animaletto di specie indefinibile, con una casetta da arredare minuziosamente e relazioni sociali da mantenere. Quando visiti gli amici ricevi dei soldi da investire in mobili e arredi: magari la vita funzionasse così!)

A presto con le nostre mirabolanti avventure nel nostro nuovo Kiez fuori dal tempo.

Normali abitanti di Friedenau, di domenica mattina. Ok, la foto non è recentissima, ma sono loro. Intendo, proprio questi nella foto.

un abbraccio,

Federico.

La mia metà non è mai stata una persona prolissa quindi provvederò io ad entrare nel dettaglio.

Lasciatemi spiegare, in breve, la situazione degli affitti qui a Berlino. Prima di partire siamo stati tratti parecchio in inganno da falsi miti, del tipo: “Ma si, trovare casa è facile, è pieno di case vuote, tempo una settimana e la trovate!” WRONG! Cioè, no. Lo dico con fermezza, soprattutto per quelli che ci leggono ed hanno intenzione di seguire il nostro esempio. Non è facile come non è facile vivere in un posto di cui non conosci la lingua.

Pare, infatti, che sia stato sport locale di qualche anno fa stabilirsi in appartamenti per un paio di mesi, non pagare l’affitto e andarsene da un’altra parte. Ragion per cui hanno reso quasi impossibile renderti affittuario. Di conseguenza, non hai un lavoro stabile? Scordati la casa. Hai debiti in Germania? Scordati la casa. Sei brutto e puzzi? Non fa niente, basta che mi firmi 20 formulari che attestino dettagliatamente che pagherai con regolarità. La frase chiave è: “Dammi 3 buste paga e spera”.

Ragion per cui è facile se hai un lavoro con stipendio fisso sennò sei fottuto. Federico ha un lavoro a stipendio fisso. Da due settimane.

Il tutto ha fatto sì che noi accettassimo la possibilità di trasferirci in una catapecchia che ha per proprietario un italiano. Il suddetto loculo è sito in un quartiere incantevole. Non c’è un centimetro quadrato privo di alberi. Ha il solo neo di essere abitato da ultranovantenni.

Mio padre è venuto in soccorso. Il loculo sta prendendo i tratti tipici nostri e del quartiere. Appena finiamo (tra un paio di mesi) avrete le foto del prima e dopo.

Con amor, Alessandra