Cos’è per te Berlino?

Il Berliner Morgenpost lo chiede ai suoi lettori, lanciando una campagna pubblicitaria che pone l’accento sulla tolleranza della città. Una simpatica cameriera con una t-shirt che suonerebbe in italiano “Mancia, o chiudi il becco!” e il sottotitolo “A Berlino lo si dice più rude di come lo si intende”, una giovane coppia lesbica a Mauerpark con tanto di figlioletto “A Berlino una famiglia non deve sembrare una famiglia”, delle donne di origine turca a Tiergarten (qui il gioco di parole fa leva su un serial tv, “Drei Damen vom Grill”, ed in italiano non vi direbbe niente) che si riuniscono per la classica grigliata domenicale estiva.

Per me Berlino è una città che mi ha accolto, a volte parlandomi in maniera brusca, a volte con una gentilezza inaspettata. Una città dove non mi sono mai sentito giudicato ma sempre considerato come essere umano. Un enorme casino dove puoi trovare spazi di pace assoluta. Dove c’è sempre troppo da fare ma qualunque cosa tu faccia ti fa sentire parte di una comunità. Ho bestemmiato i tuoi marciapiedi ghiacciati e sorriso guardandoti di notte. Una città di cui ami le cose brutte di più delle cose belle, che anzi fa leva sulle sue imperfezioni per conquistarti. Insomma mi ci trovo proprio bene, non so se si è capito!

Federico

P.s. Spero di tornare a scrivere più assiduamente, ma il lavoro mi assorbe molto ultimamente.

Dimenticavo: il link all’articolo  http://www.morgenpost.de/berlin/article1378441/So-wirbt-die-Berliner-Morgenpost.html

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5 commenti

  1. I posti che ci accolgono non sono casa, sono qualcosa di più. Non sono la mamma che ami e che ti ama per diritto di sangue. Sono come una sposa. Che devi conquistare con fatica prima di riceverne un abbraccio, ma te la sei scelta, l’hai voluta, desiderata, e questo la rende davvero tua.

    • è un pò una mamma adottiva, per quello forse ti vuola ancora più bene!

      • Il concetto di mamma adottiva rende perfettamente. il fatto che si è stati adottari da “grandicelli” mi pare una buona metafora di quanto possa essere complicato abituarsi alle “usanze” della nuova famiglia.

  2. Certo,ne hai toccati pochi di temi con questo post…;-)
    Riflettevo l’altro giorno sul nostroconcetto di famiglia. Noi itaGliani ci vantiamo di avere un altissimo concetto di famiglia di proteggerci l’un l’altro e di essere molto orientati ai bambini.

    Però poi quando vai in un qualsiasi posto pubblico o privato,attenzione per i bambini = 0

    Nessuna attrezzatura per farli giocare, quasi niente per cambiarli, seggioloni quasi mai ecc ecc ecc.

    Poi il concetto di famiglia che abbiamo: la nostra è LA famiglia!
    Padre madre figli nonni.
    E tutte le altre?
    Quelle omosessuali?
    Quelle di semplic ipersone che vivono assieme?
    Quelle no a quelle sputiamo in faccia.

    E per questa “alta concezione” della famiglia, pensiamo che il concetto di comunità di rispetto per i non famigliari sia superfluo….invece è fondamentale far parte di unacomunità conoscersi confrontarsi condividere aiutarsi.
    Ma quanto siamo stupidi?


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