…a che punto eravamo?

Guardando indietro tanto è cambiato. Ci siamo sposati la scorsa estate, io e Alessandra abbiamo ottenuto entrambi un contratto di lavoro migliore. Abbiamo un gatto, una casa che ci piace molto e nella quale penso resteremo ancora a lungo. Anche la città sta cambiando, forse in una direzione più capitalista e gretta, che spero non ne uccida lo spirito libero (ma d’altra parte, è il mondo che va in questa direzione).

L’Italia è un posto dove ci sono famiglie e vecchi amici, ma al quale non mi sento più così vicino. Sapere che sono sempre lì mi conforta. Mi intristisce però sapere che in molti si sentano quasi “costretti” ad emigrare all’estero, quando per me ed Ale è stata una scelta.

In Germania dicono: Mit den Fußen abstimmen – votare con i piedi. Restare o andare via, è una scelta. Conta più di votare, anzi è molto più utile di votare, almeno egoisticamente. Certo guardandomi indietro benedico ogni volta il giorno in cui ci siamo decisi ad espatriare: volo Easyjet di sola andata, due settimane di affitto temporaneo e il corso di tedesco per 6 mesi prenotato. Ora abbiamo un minimo di sicurezza che in molti si possono solo sognare. Quanta fatica però ci è voluta, quante bestemmie contro ogni possibile impiegato di Amt ottuso o datore di lavoro stronzo. Ma alla fine, per tutto quello che abbiamo ottenuto, non abbiamo dovuto ringraziare nessuno.

Anyway, non voglio farvi annoiare con questi discorsi: devo andare a cucinare la scarola con le olive.  In questo siamo patrioti, noi e i Turchi. La scarola.

Liebe Grüße,

Federico.

WM2010 – L’inevitabile post sul mondiale

Come si vive il mondiale in Germania? Di sicuro non a casa.

Possibilmente si va dove ci sono i megaschermi in piazza, come al Fanmeile vicino alla Porta di Brandeburgo

L’alternativa sono i mille schermi all’aperto sparsi nella città. Inoltre quasi tutti i bar e kneipe offrono la possibiltà di seguire la partita in compagnia di amici e di più birre. Insomma, l’importante è stare insieme. Questa voglia di vivere collettivamente il modiale è nata abbastanza di recente, mi dicono. Il tifo per la nazionale è ostentato in mille maniere: bandierine di plastica da fissare sotto il finestrino, bandiere alla finestra, magliette e… vuvuzela. Un imprenditore tedesco ha fiutato l’affare ed ha importato quantità industrali dell’ignobile strumento, in versione nero-rosso-giallo. È venduto dovunque. A 2,99 €

La cosa che mi è piaciuta di più è stato il vedere tante persone (soprattutto giovanissimi), di evidente origine etnica diversa, tifare per la Germania. La stessa DFB è un potpourri di giocatori di origine diversa: Özil, Boateng, Podolski, Klose, Gómez, Cacau, Trochowski, Aogo, Khedira, Marin… La cancelliera Merkel non ha mancato di sottolineare che questa nazionale portava alla ribalta la nuova identità della Germania, multiculturale ed aperta.

Certamente non manca qualche imbecille  che vede nell’ostentazione della bandiera un ritorno al nazionalismo. Addirittura ho letto di alcuni anarchici (mica estremisti di destra!) che hanno rotto le scatole a persone di origine turca perchè esponevano la bandiera. Ma dico io, cosa c’è di male nell’essere fieri della propria squadra? Il calcio quando è vissuto così, in maniera sana, vuol dire anche aggregazione, condivisione e integrazione.

Spesso capita di vedere sui balconi più bandiere. Ci sono molte coppie formate da una o entrambi i componenti provenienti dall’estero. Magari con bambini nati qui. Questo è il risultato:

Insomma, a parte il fatto che ci hanno preso in giro maledettamente (ma noi facciamo di peggio con i Francesi) ed il fatto che non riescano ad ammettere di essere ROSICONI come tutti noi popoli mediterranei, è un piacere vivere il mondiale qui. Ecco le foto del quarto di finale Inghilterra-Germania, che ho seguito alla Kulturbrauerei:

Nuovo anno, cominciamo a sentire la mancanza del sole.

C’eravamo lasciati per le feste di Natale ed abbiamo un pò abbandonato il blog. Rinvigoriti dal discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, siamo tornati nelle desolate lande germaniche a combattere contro il Generale Inverno e la sintassi del periodo del tedesco. Pare che l’unico a sentirsi a proprio agio con queste temperature sia Knut, l’orso bianco dello Zoo. Particolari nuove avventure da raccontare putroppo non ne abbiamo. Però abbiamo visto belle mostre, come quella su Don McCullin al C/O Berlin, e abbiamo trovato il coraggio di andare a visitare il Memoriale sull’olocausto.Torniamo a giocare con i pinguini, a presto!

Federico & Ale

Karaoke a Mauerpark

Odiate il calcio (anche se per i tedeschi non è un problema, visto che la Bundesliga gioca di sabato) o semplicemente la domenica pomeriggio preferite stare all’aria aperta invece che davanti ad un televisore? Avete un inconfessabile esibizionismo e cercate una buona occasione per mostrarlo a tutti? O, semplicemente, non vi basta la vostra dose quotidiana di figure di merda che la vita vi riserva? Ho la soluzione che fa per voi: il karaoke domenicale di Mauerpark, gentilmente offerto da una coppia di ragazzi Irlandesi con tanto di impianto bicitrasportato e tanta arte di arrangiarsi.

Il loro nome d’arte è Bearpit. Con loro il divertimento è assicurato. Ogni tanto capita anche che qualcuno sappia cantare bene e se, come capita la maggior parte delle volte la voce non è all’altezza, può succedere di vedere qualche cantante-ballerino (degno di Mauro Repetto) come il ragazzo nella foto qui sotto:

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