…a che punto eravamo?

Guardando indietro tanto è cambiato. Ci siamo sposati la scorsa estate, io e Alessandra abbiamo ottenuto entrambi un contratto di lavoro migliore. Abbiamo un gatto, una casa che ci piace molto e nella quale penso resteremo ancora a lungo. Anche la città sta cambiando, forse in una direzione più capitalista e gretta, che spero non ne uccida lo spirito libero (ma d’altra parte, è il mondo che va in questa direzione).

L’Italia è un posto dove ci sono famiglie e vecchi amici, ma al quale non mi sento più così vicino. Sapere che sono sempre lì mi conforta. Mi intristisce però sapere che in molti si sentano quasi “costretti” ad emigrare all’estero, quando per me ed Ale è stata una scelta.

In Germania dicono: Mit den Fußen abstimmen – votare con i piedi. Restare o andare via, è una scelta. Conta più di votare, anzi è molto più utile di votare, almeno egoisticamente. Certo guardandomi indietro benedico ogni volta il giorno in cui ci siamo decisi ad espatriare: volo Easyjet di sola andata, due settimane di affitto temporaneo e il corso di tedesco per 6 mesi prenotato. Ora abbiamo un minimo di sicurezza che in molti si possono solo sognare. Quanta fatica però ci è voluta, quante bestemmie contro ogni possibile impiegato di Amt ottuso o datore di lavoro stronzo. Ma alla fine, per tutto quello che abbiamo ottenuto, non abbiamo dovuto ringraziare nessuno.

Anyway, non voglio farvi annoiare con questi discorsi: devo andare a cucinare la scarola con le olive.  In questo siamo patrioti, noi e i Turchi. La scarola.

Liebe Grüße,

Federico.

Cos’è per te Berlino?

Il Berliner Morgenpost lo chiede ai suoi lettori, lanciando una campagna pubblicitaria che pone l’accento sulla tolleranza della città. Una simpatica cameriera con una t-shirt che suonerebbe in italiano “Mancia, o chiudi il becco!” e il sottotitolo “A Berlino lo si dice più rude di come lo si intende”, una giovane coppia lesbica a Mauerpark con tanto di figlioletto “A Berlino una famiglia non deve sembrare una famiglia”, delle donne di origine turca a Tiergarten (qui il gioco di parole fa leva su un serial tv, “Drei Damen vom Grill”, ed in italiano non vi direbbe niente) che si riuniscono per la classica grigliata domenicale estiva.

Per me Berlino è una città che mi ha accolto, a volte parlandomi in maniera brusca, a volte con una gentilezza inaspettata. Una città dove non mi sono mai sentito giudicato ma sempre considerato come essere umano. Un enorme casino dove puoi trovare spazi di pace assoluta. Dove c’è sempre troppo da fare ma qualunque cosa tu faccia ti fa sentire parte di una comunità. Ho bestemmiato i tuoi marciapiedi ghiacciati e sorriso guardandoti di notte. Una città di cui ami le cose brutte di più delle cose belle, che anzi fa leva sulle sue imperfezioni per conquistarti. Insomma mi ci trovo proprio bene, non so se si è capito!

Federico

P.s. Spero di tornare a scrivere più assiduamente, ma il lavoro mi assorbe molto ultimamente.

Dimenticavo: il link all’articolo  http://www.morgenpost.de/berlin/article1378441/So-wirbt-die-Berliner-Morgenpost.html

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